Informazioni

DURATA 115 minuti

 

PREZZI BIGLIETTI
posto unico numerato > € 17,00   

Per tutti i biglietti sono previste le seguenti RIDUZIONI:
- SOCI COOP: 20%
- OVER 65 e CONVENZIONI: 30%
- UNDER 25: 40%
- DISOCCUPATI e CASSINT.: 50%
- ACQUISTO ON-LINE: 5% (sul prezzo intero o ridotto)
- LAST MINUTE: 50% sul prezzo intero -non cumulabile con altre riduzioni- acquistando al botteghino nei 15 minuti prima dell'inizio dello spettacolo



I biglietti saranno in vendita a partire dal 10 ottobre 2017

> http://ticka.metastasio.it
> Biglietteria Metastasio
via Cairoli 59, tel. 0574/608501
> Circuito Box Office
tel. 055/210804
> Tabaccheria Bigi Prato
via Bologna 77, tel. 0574/462310

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Spettacolo segnalato ai concorrenti del Premio Giornalistico Lettera 22 – bando su www.premiolettera22.it

Spettacolo

23/26 novembre 2017 | feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30 | Teatro Fabbricone

EMILIA

scritto e diretto da CLAUDIO TOLCACHIR
traduzione di Cecilia Ligorio
con Giulia Lazzarini (Emilia),
Sergio Romano (Walter), Pia Lanciotti (Carolina),
Josafat Vagni (Leo), Paolo Mazzarelli (Gabriel)
scene Paola Castrignanò
costumi Gianluca Sbicca
luci Luigi Biondi
regista collaboratrice Cecilia Ligorio

produzione Teatro di Roma - Teatro Nazionale

 

Emilia nasce il giorno del quarantesimo compleanno di mio fratello: ero andato a prendere in macchina la donna che per tutta la nostra infanzia era stata la mia tata. Non la vedevo da anni. In quel viaggio ha tirato fuori molte storie, aneddoti, memorie e ricordi che mi parlavano di un amore intatto. Immenso, incondizionato.
Sembrava che ai suoi occhi tutte quelle cose fossero successe pochi giorni prima.
Iniziai a pensare a quanto certe relazioni siano sbilanciate; a cosa succede a tutte quelle persone che dedicano la loro vita per prendersi cura di una famiglia nel momento in cui non c’è più bisogno di loro; a cosa resta nelle loro vite; a quale sia la responsabilità nei loro confronti.
Emilia parla di loro, dello staccamento tra persone, staccamento che a volte cerchiamo di placare con uno smalto di solidarietà superficiale.
E parla di amore. Delle differenti forme e deformazioni dell’amore. Parla di rinuncia, di possesso, di colpa, di gratitudine. Parla della paura che provoca l’idea di perderlo, l’amore. Tutti i personaggi di Emilia parlano di amore, pur non riuscendo mai a riferirsi alla stessa cosa.
Emilia si incontra per caso con Walter, un bambino di cui si occupò per tutta la sua infanzia e che non vedeva da 20 anni.
Walter la invita a casa per presentarla alla sua famiglia. Emilia conosce Carol e Leo. Sembrano tutti felici, ma è solo apparenza. Poco a poco scopriamo, attraverso i ricordi di Emilia, quanto Walter fosse difficile da bambino.
Parallelamente iniziano ad apparire crepe profonde nella sua famiglia ed è sempre più evidente che le strutture emotive dell’infanzia di Walter interferiscono ancora sulla sua vita.
Lo spazio scenico è un ring di coperte e casse di un trasloco.
Siamo nella mente di Emilia, in una casa, in un carcere… siamo dove viaggia la sua mente. È uno spazio che protegge e rinchiude allo stesso tempo.
Uno spazio abitato dal battito e dalla carne di questi personaggi.
Ma Emilia, più di ogni altra cosa, è uno spettacolo fatto di e per gli attori. La storia non trascorre tra le parole, ma dal corpo degli interpreti e dalle emozioni che palpitano sotto le loro voci e dietro i loro occhi.
In questo magnifico cast ho trovato i complici ideali per mettere in vibrazione questo testo. Non sucede spesso di trovare attori così disponibili ad abbandonarsi al gioco scenico e alla comunicazione vera e diretta.
Il miracolo in teatro può succedere solo così, con la verità della comunicazione, dell’ascolto, con l’aderenza al pensiero del personaggio. E tutti gli attori di Emilia sono disposti a vivere intensamente ogni secondo di questa storia.
Questo è ciò che rende questo lavoro così autenticamente commovente.
Claudio Tolcachir