Per un teatro radicato nel territorio e proiettato in Europa


Il teatro è ancora oggi il luogo dove si realizzano i sogni, il cantiere della libertà, uno spazio incontaminato dove si va per riflettere sulla vita.

L’attività del Teatro Metastasio-Stabile della Toscana nel prossimo triennio sarà impostata sulla ricerca di un teatro rigoroso dal punto di vista culturale, un teatro che dedichi grande attenzione alla regia, tenendo conto soprattutto degli artisti che basano la loro attività sull’indagine di nuovi linguaggi e di nuove soluzioni sceniche .
Il Teatro Metastasio si propone di essere innovatore all’interno della realtà del teatro italiano, concentrando una gran parte delle proprie forze sul mestiere dell'attore: protagonista assoluto dell'evento teatrale.
È sulla scena, infatti, che avviene (o non avviene) la simbiosi dell'incontro-scontro fra fantasia e contemporaneità, ed è l'attore “il sacerdote” responsabile di tutte le metamorfosi sceniche.
Sia nel bene che nel male.
E l'attore italiano soffre della saltuarietà, della casualità dell’impegno scenico. Per assurdo, in Italia, l’attore diventa il protagonista di un discorso continuamente interrotto con se stesso e con la società.
Pensiamo che sia necessario restituire all’attore una possibilità non episodica di confrontarsi con la realtà sociale ed esistenziale di questo complesso momento storico, restituirgli il ruolo di voce al di sopra di tutte le parti nelle polemiche della “polis”.
La nostra ambizione è quella di fare dello Stabile Toscano un Teatro non convenzionale che, ispirandosi ad esperienze già ampiamente collaudate in altri contesti europei, focalizzerà il proprio impegno sul ruolo dell’attore e sulla qualificazione del mestiere del teatro.
Se la ricerca di nuovi rapporti fra testo e messinscena, segnano l’importanza del teatro di regia e d'autore, pensiamo allo stesso modo che l’esigenza di una nuova scrittura drammaturgica, di un repertorio di autori inseriti nei fermenti della nostra società, sia uno degli elementi basilari del percorso di un teatro pubblico che vuol lavorare nel segno dei nostri tempi, sedimentando esperienze e capitalizzando un gruppo di lavoro coerente fortemente motivato.
Per questo riteniamo di prioritaria importanza, per un teatro che vuole non solo delineare in maniera sistematica l’attività produttiva ma renderla seriamente motivata, la costituzione di una propria compagnia stabile formata da attori e tecnici qualificati, capaci di lavorare insieme alla progettazione e realizzazione di un programma artisticamente organico e efficace.
Un’altra linea di lavoro che riteniamo di focale importanza è l'apertura di una vera e propria scuola di Teatro, con un percorso di formazione professionale che preveda non solo recitazione, ma anche scenografia e scenotecnica, design luci, sartoria e costumi. Una bottega di formazione e di qualificazione dei mestieri del teatro.
Il progetto di produzione e ospitalità vedrà nei cartelloni in abbonamento Metastasio e Fabbricone, solo una delle componenti di un contesto progettuale più ampio, cui si affiancheranno rassegne e scambi internazionali, il cartellone teatro/ragazzi, progetti speciali e multidisciplinari, una rete con gli altri centri culturali del territorio regionale e altri interventi che si svolgeranno con modalità e tematiche diverse.
Pensiamo a un modo di fare teatro fortemente radicato nel territorio, ma che in maniera complementare vuole costruire relazioni sistematiche con altri, più vasti, orizzonti teatrali e con alcuni grandi maestri del teatro europeo.
Dare corpo e organicità alla presenza dei maestri del teatro contemporaneo, dare spazio al teatro sommerso e proporre un teatro rigoroso dal punto di vista culturale ma anche agile e non paludato da stereotipi interpretativi: questi alcuni degli obiettivi che come Teatro Stabile della Toscana, cercheremo di realizzare in modo maturo, e che ci poniamo come priorità, consapevoli che il teatro, fa parte del mondo e che il profondo valore culturale e sociale del teatro è non solo trasmettere sensazioni profonde, riflessioni e pensieri ma divenire un permanente cantiere dei sogni, uno spazio libero, o meglio, liberato dalle ossessioni e dalle regole che ci impone la società in cui viviamo. Lo spazio in cui è obbligatorio riflettere sulle cose da rifiutare. Una piccola, incessante ricerca delle coordinate di una nuova utopia.