Spettacolo

31 gennaio/5 febbraio 2017 | feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30 | Fabbricone_Sala 2 (Fabbrichino)

Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

TRE ALBERGHI

di Jon Robin Baitz
traduzione Masolino D’Amico
regia SERENA SINIGAGLIA

con Francesco Migliaccio, Maria Grazia Plos

scene Maria Spazzi
costumi Erika Carretta
suono e luci Roberta Faiolo

produzione Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

 

Ken e Barbara. Un marito, una moglie. Un tempo, carichi di ideali sognavano di cambiare il mondo, militavano nei Peace corps.
Poi si cresce, e Ken sogna di cambiare quel Terzo Mondo che ha conosciuto, lavorando dentro una multinazionale che sforna prodotti adatti a quei paesi. Ma una multinazionale fa affari, business e Ken, senza quasi che se ne accorga, cambia pelle: ora è uno di quei tagliatori di teste, che la Ditta manda in giro per il mondo a licenziare chi non funziona più… o chi si è reso conto che la baby formula un latte in polvere per le madri africane, forse non fa loro troppo bene! «L’uomo che ho sposato e l’uomo che vende la baby formula alle madri africane non sono la stessa persona» confessa Barbara, che lo segue, moglie di quel dirigente ormai lontano da lei. E poi c’è un figlio e un dramma.
E questa donna, moglie, madre, un certo giorno, guardando davanti a sé una platea di altre mogli di colleghi del marito, sente la necessità di vuotare il sacco e raccontare quella parte della sua vita, non propriamente luminosa, legata alla Ditta.
E questo non è proprio quello che ci aspetterebbe dalla moglie di uno dei massimi capi di una multinazionale! Con questa nuova situazione, adesso, Ken deve fare i conti. Dalle stanze di questi tre alberghi, marito e moglie raccontano tre fasi della loro vita, che investono lo spettatore con la violenza del lampo di un flash: il successo di Ken, la denuncia di Barbara, la fuga di lui verso, forse, il ritorno a un’età dell’innocenza.

Guarda con schiettezza e oggettività al nostro tempo Jon Robin Baitz, scrittore, sceneggiatore e produttore statunitense.
Nato a Los Angeles nel 1961, Baitz è cresciuto fra gli Stati Uniti, il Brasile ed il Sud Africa: un’evoluzione e formazione composita, dunque, basata su una moltiplicazione di stimoli e riferimenti, che fa di lui un osservatore attento, aperto e acuto. La penna, molto presto, diviene il suo strumento per eccellenza: attraverso la scrittura, infatti, analizza le relazioni interpersonali ed i problemi del presente. La sua è una drammaturgia 'del mondo', che supera confini e appartenenze sociali o culturali per concentrarsi su argomenti di potente universalità, siano essi radicati nell’intimo di un rapporto privato o gli vengano ispirati da questioni che riguardano la collettività intera.
Ciò assieme al suo stile secco ed essenziale, talvolta spietato nella sua sincerità, fa di lui un autore amato e pluripremiato sia nell’ambito drammaturgico (che predilige) sia in quello della sceneggiatura, che gli ha donato la fama internazionale (sue, fra l’altro, la celebre serie tv Brothers & Sisters e la recente The Slap).

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