Spettacolo

22 gennaio 2011 | ore 21.00 | Teatro Metastasio

PIERA DEGLI ESPOSTI in

MOLLY CARA

Viaggio di una voce

pagine dall'Ulisse di James Joyce
a cura di IDA BASSIGNANO

 

 Il terzo appuntamento della rassegna “Le Signore della Scena” presenta una delle attrici di cinema e teatro più famose del nostro paese, Piera Degli Esposti.

Formatasi in gruppi sperimentali, ha iniziato la sua carriera da giovanissima nel Teatro dei Centouno diretto da Antonio Calenda. Sul finire degli anni ’60 si impone al Teatro Stabile dell’Aquila, diventandone prima attrice. Interprete creativa, ricca di estro e di forza comunicativa, diventa Madre Coraggio per Calenda e Cleopatra per Cobelli.
Da allora è stato un susseguirsi di successi sia teatrali che cinematografici; recentemente si è distinta anche in diverse produzioni televisive (Tutti pazzi per amore) . La sua recitazione intensa e sentita ne fa un’attrice unica nel panorama italiano.
Al Metastasio propone nuovamente Molly Cara, spettacolo che l’ha rivelata al grande pubblico nel 1979 ed è, tutt’oggi, una delle sue interpretazioni più famose e intense.

 

Il monologo di Molly Bloom, cioè l'ultimo capitolo dell’Ulisse di James Joyce (pubblicato per la prima volta nel ‘22 e tradotto in Italia nel ‘60) andò in scena nel febbraio del ‘79 al Teatro Uomo di Milano.
Molly cara, questo il titolo dello spettacolo, divenne in quegli anni uno spettacolo cult: la novità dell'impresa (un’ora e un quarto di ininterrotto flusso di coscienza), l’autorevolezza dell'autore, la straordinaria prova dell'attrice ne fecero da subito un successo.

Ricordo di aver dovuto spingere in scena una Piera terrorizzata, ricordo il silenzio ingessato del pubblico milanese per i primi trenta minuti di spettacolo: eppure la prova che l'emozione montava fu l’esplosione in una risata liberatoria ad una frase blandamente comica (“Mi sa che in Cina a quest’ora si pettinano i codini per la giornata”), quasi si fossero infine persuasi che
si poteva godere “fisicamente” lo spettacolo, come poi avvenne in un crescendo continuo fino al finale.
 
Il trasferimento dal letterario monologo interiore alla fisicità teatrale era avvenuto principalmente attraverso la voce, la voce di Piera Degli Esposti, che fu definita “voce-strumento”: una voce spezzata e dai molti toni, che mimava o accennava ai movimenti dell'inconscio attraverso una resa fonica quasi cantata, capace di far diventare il materiale letterario una sorta di “ballata”, come fu scritto.

Il femminismo dell’epoca era particolarmente sollecitato dalla rappresentazione di quell’“eterno femminino” nel quale liberamente si traducevano le pulsioni dell'erotismo femminile; la richiesta culturale, che era viva in quegli anni, trovava rispondenza nella sperimentazione della scrittura joyciana, formata da frammenti di pensiero accumulati in un torrenziale monologo interiore senza alcuna interruzione di punteggiatura; infine anche la particolarità della recitazione, dopo anni di avanguardia e sperimentazione teatrale, veniva accolta con entusiasmo: tutto questo faceva dello spettacolo una proposta nuova, resa popolare dalla forza comunicativa dell’attrice.
 
Oggi che queste tematiche sono state digerite e che l'inconscio potrebbe diventare argomento di un soap opera di prima serata televisiva, come può offrirsi “Molly” in pasto al nuovo pubblico? Forse come uno splendido fumetto, dal quale l’“eterno femminino” erompe ancora a turbarci le coscienze.

Le scene che individuano un luogo dell’immaginario, con fantasmi luminosi di mobili che circondano la figura dominante dell’attrice (quasi una sorta di casa di bambola), la recitazione virata verso l’ironia con improvvisi squarci di dolore (ma sempre stilizzata e antinaturalistica), vanno in questo senso.

Molly cara si presenta ancora oggi come una scommessa.

Ida Bassignano

 

LE SIGNORE DELLA SCENA
Una rassegna che vuole essere un omaggio a cinque grandi protagoniste femminili della scena teatrale italiana
in collaborazione con Assessorato alla Cultura del Comune di Prato

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MOLLY CARA