Linee di politica culturale
Le nostre produzioni
Per definire le nostre produzioni anche quest'anno abbiamo chiesto alle artiste e agli artisti che volevamo sostenere di dirci quale spettacolo sognavano di fare.
Crediamo infatti che le artiste e gli artisti abbiano la capacità di trovare le “parole” per rendere evidenti e condivisi quei sentimenti che oggi si agitano dentro tutti noi in maniera confusa. Quando ci troviamo di fronte ad uno spettacolo riuscito, la bella sensazione che proviamo è di non essere soli, di ritrovarci a pensare: “ecco: ho sempre sentito questo e ora qualcuno ha trovato le parole per dirlo”. Siamo persuasi che il modo migliore di servire i nostri spettatori sia quello di metterci a servizio delle artiste e degli artisti, aiutandoli a realizzare lo spettacolo che hanno bisogno di fare, in modo che possano offrirci uno specchio in cui guardarci, per conoscerci e riconoscerci tutti insieme esseri umani.
· Per le produzioni della nostra stagione in cui il Metastasio è produttore unico o di maggioranza, abbiamo mantenuto le giornate di prova minime a 50 (a fronte del minimo di 21 giornate di prova stabilite da CCNL e una media nazionale di circa 30 giornate di prova): se affidiamo alle artiste e agli artisti il compito e la responsabilità di creare spettacoli in grado di “parlarci”, dobbiamo allora metterli nelle condizioni migliori possibili per lavorare.
Gli spettacoli internazionali
Anche in questa stagione il teatro Metastasio ospiterà grandi spettacoli di gruppi e artisti internazionali: Natacha Belova e Tita Iacobelli con Une Traversée e Compagnie Pensée Visible con Come costruire un universo che non cada a pezzi in due giorni. I nostri spettatori incontreranno spettacoli di artisti che sono solitamente visibili nelle grandi città europee o nelle metropoli italiane.
L'attenzione alla nuova drammaturgia italiana ed internazionale
Accanto a riletture contemporanee di grandi testi classici come Una delle ultime sere di Carnovale di Carlo Goldoni, Riccardo III di William Shakespeare, Farsaglia o la guerra civile di Marco Anneo Lucano, Il Rinoceronte di Eugène Ionesco, Antigone di Jean Anouilh, Alla meta di Thomas Bernhard, produrremo e ospiteremo nella nostra nuova stagione ben 14 spettacoli di nuova drammaturgia. Conosceremo le visioni e i lavori di grandi talenti affermati e di giovani artiste e artisti emergenti, come Alessandro Benvenuti, Evelina Rosselli e Caterina Rossi, Mauro Pescio, Oscar De Summa, Andrea De Rosa e Fabrizio Sinisi, Linda Dalisi, Pascal Rambert, Valerio Binasco, Antonio Zavatteri, Roberto Latini, Ivan Talarico, Emanuele D’Errico, Natacha Belova e Tita Iacobelli, Raquel Silva, Antonio Latella e Federico Bellini, Eleonora Danco, Emma Dante, Leonardo Capuano e Renata Palminiello, Stefano Massini, Dario Marconcini e Giovanni Guerrieri.
· Un teatro che voglia essere in dialogo con i nostri tempi deve sostenere i nuovi autori che, immersi nella realtà che tutti viviamo, provano a restituirne una interpretazione in chiave artistica. Ecco allora spettacoli che ci parleranno di come oggi si vive l'amore, del nostro senso di inadeguatezza di fronte alla realtà, delle tragedie dei migranti, del nostro essere sottoposti agli algoritmi dei social media, del problema della nostra identità ecc.
· Un teatro pubblico ha inoltre il dovere di dare una possibilità di espressione e insieme di mettere alla prova il talento delle nuove drammaturghe e dei nuovi drammaturghi: si impara a scrivere per il teatro mettendo in scena i propri testi, nel confronto a volte ruvido con le reazioni degli spettatori. Insomma, si impara facendo e sbagliando. Se non “rischiamo” sui giovani, se non diamo loro una possibilità di “farsi le ossa”, non abbiamo il diritto poi di lamentarci che non ci sono più grandi autori come nel passato, perché gli autori del passato sono diventati grandi dopo aver provato e sbagliato.