Il teatro, come in ogni tempo, è presidio di valori e genera conoscenza, ovvero partecipazione attiva e consapevole. Oggi, di fronte alle tante immagini e narrazioni svalorizzanti, continuiamo a rischiare la felicità di fare insieme questo teatro che genera bellezza e che riafferma quei valori sociali ed ideali di cui non vogliamo né possiamo fare a meno.

Il cortile del Museo di Palazzo Pretorio, allestito con pedane teatrali, nastri giallo-neri da cantiere e caschetti gialli con amuleti colorati da Sabrina Bignami e Alessandro Capellaro, anche quest’anno ospita la nostra conferenza stampa di presentazione di tutte le attività della prossima stagione del MET. Fanno da cornice le immagini che Chiara Ghigliazza ha realizzato: la giovane donna che plana leggera e fa ombra alla luna, l’uomo che tiene per mano una saetta, la ragazza in sella al grande pesce con la coda rossa, il pianoforte da cui prende il volo una farfalla blu e nera.

Prima però di parlare degli spettacoli del cartellone del Metastasio/Fabbricone/Fabbrichino/Magnolfi, vogliamo dar conto di quanto è successo nella stagione 2018/2019 appena conclusa: nei 235 giorni di programmazione, da fine settembre 2018 a metà maggio 2019, le aperture di sipario sono state 317, per 37.171 spettatori di ogni età e provenienza che hanno sostenuto il MET con 308.022,34 euro di incasso al botteghino, registrando, rispetto alla stagione precedente, un +10 per cento delle rappresentazioni, un +15 per cento degli spettatori, un +26 per cento degli incassi; il bilancio dell’esercizio 2018 della Fondazione si è chiuso in perfetto equilibrio fra costi e ricavi, consentendo anche nuovi investimenti sulla sicurezza e sul rinnovamento delle attrezzature tecniche di palcoscenico; il Ministero ci ha riconfermato come il quinto Teatro di Rilevante Interesse Culturale per Qualità Artistica; le collaborazioni nazionali ed internazionali dimostrano come sempre più artisti, nazionali ed internazionali, scelgano Prato per confrontarsi con il suo magnifico pubblico e per lavorare in un teatro dove ci si sente protetti nella creazione artistica; il nostro pubblico non è cresciuto solo nei numeri, ma soprattutto nel gradimento, come abbiamo potuto constatare nelle tante occasioni di incontro avute nel corso della stagione.

Sono risultati importanti, che confermano come si possa garantire un sano bilancio finanziario e insieme realizzare un importante e coraggioso bilancio culturale.

Quest’anno il cartellone 2019/2020 propone 32 spettacoli (dieci al Metastasio, nove al Fabbricone, tre al Fabbrichino e dieci al Magnolfi), con 16 nuove produzioni e 16 spettacoli ospiti.

Le 16 nuove produzioni

Insieme agli artisti che hanno condiviso il nostro progetto culturale e la nostra attenzione verso il pubblico abbiamo pensato e progettato produzioni di grandi classici del teatro e della letteratura e di testi di nuova drammaturgia: vogliamo portare in scena il teatro di oggi trascinandoci dietro un pezzo di quello di ieri.

MADRE COURAGE E I SUOI FIGLI di Bertolt Brecht (che debutta domani al Napoli Teatro Festival) è il primo spettacolo in abbonamento al Metastasio, con Maria Paiato e la drammaturgia musicale e la regia di Paolo Coletta, in un’opera su tutte le guerre, di ieri e di oggi. Antonio Latella ha tratto dal romanzo capolavoro di Steinbeck LA VALLE DELL’EDEN, uno spettacolo in due parti, presentate in due serate distinte e poi insieme nella maratona di domenica. Conosciamo la versione cinematografica di Elia Kazan che narra la seconda parte del romanzo, mentre Latella mette in scena con Michele Di Mauro, Christian La Rosa, Emiliano Masala, Candida Nieri, Annibale Pavone, Massimiliano Speziani, Elisabetta Valgoi anche la prima parte, in un grande affresco che ci parla di creazione e di sconfitta eterna. Fra i classici non poteva non esserci Cechov, con IL GABBIANO portato in scena da Licia Lanera, alla sua prima regia di un classico, per cimentarsi con i sogni giovanili che si schiantano e ci fanno diventare diversi da quelli che avevamo pensato di diventare.   Da Shakespeare Carmelo Rifici ha tratto una nuova versione di MACBETH, LE COSE NASCOSTE con Alesandro Bandini, Angelo Di Genio, Tindaro Granata, Leda Kreider, Christian La Rosa, Maria Pilar Perez Aspa, Elena Rivoltini, in una spettacolo che vuole provare a costruire una relazione di dialogo tra il pubblico e quelle pulsioni e quel desiderio che sono alla base della tragedia scozzese. Il capolavoro cinematografico di Mario Monicelli L’ARMATA BRANCALEONE sarà messo in scena da Roberto Latini con le musiche e i suoni di Gianluca Misiti insieme a Claudia Marsicano, Ciro Masella, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Marco Sgrosso, Marco Vergani, Enzo Vetrano. La trasposizione teatrale del celebre film giocherà sulla grammatica aulico-burina di bambini-adulti, impegnatissimi a giocare come in un cortile. A Giovanni Guerrieri dei Sacchi di Sabbia poi abbiamo affidato una delle grandi farse pre-politiche di Dario Fo CHI RUBA UN PIEDE È FORTUNATO IN AMORE, un Fo scanzonato, erede del circo e dell’avanspettacolo, pieno di “trovate” comiche come nella tradizione della Commedia dell’Arte.

A Rita Frongia è stata affidata da Claudio Morganti la drammaturgia di IL CASO W. (che aprirà la stagione del Fabbricone) in cui assisteremo al processo a Woyzeck, il barbiere disoccupato e senzatetto, decapitato in piazza per aver assassinato l’amante, che Buchner non ha scritto. Con Claudio Morganti e Rita Frongia saranno in scena Isadora Angelini, Gianluca Balducci, Gaetano Colella, Massimiliano Ferrari, Francesco Pennacchia, Luca Serrani, Gianluca Stetur, Paola Tintinelli. Massiliano Civica rilegge uno dei grandi testi di tutti i tempi ANTIGONE di Sofocle con Oscar De Summa, Monica Demuru, Monica Piseddu, Francesco Rotelli, Marcello Sambati. Qui è ribaltata l’idea di Antigone-santa laica e di Creonte-tiranno autoritario, essi sono invece accomunati da una colpa identica, quella di essere presuntuosamente migliori degli altri, di essere incapaci di dare ascolto alle ragioni degli altri. Il nuovo testo di Lucia Calamaro NOSTALGIA DI DIO, che vedremo al Fabbricone dopo il debutto alla Biennale Teatro ‘19 di Venezia, vede in scena un protagonista che ha una singolare voglia di credere in tutto e in tutti e decide di fare un pellegrinaggio notturno in 7 chiese di Roma, nella speranza che al sorgere del sole possa, debba succedere chissà che. Oscar De Summa attraverserà il mito di Prometeo, che dona agli uomini il fuoco, in #PROMETEO per decifrare, insieme a Marina Occhionero, il grande cambiamento del nuovo secolo, la rivoluzione digitale nelle vite di ognuno di noi e il rischio di cadere nell’oblio di sentirsi inutili. Dai Dialoghi con Leucò in cui Cesare Pavese affronta sorprendentemente la mitologia greca, Silvia Costa ha tratto NEL PAESE DELL’INVERNO una variazione poetica e visuale di cinque di quei dialoghi: sulla nascita, sulla colpa, sul castigo, sull’animalità degli uomini, sulla minaccia di estinzione e sullo sguardo degli Dei. Ai Kinkaleri abbiamo chiesto una creazione su OTELLO, a partire dal dramma shakespeariano della gelosia, passando per le riproposizioni filmiche e musicali, per ‘rivedere’ i racconti, le supposizioni, le immaginazioni di Otello, Iago e Desdemona. Due spettacoli al Fabbrichino affrontano coraggiosamente il nostro tempo politico: NAUFRAGIUM di Sonia Antinori, in scena con Silvia Gallerano e Daria Lippi, è l’accusa di una figlia verso il padre per il naufragio della passione che ha attraversato il ’68, la liberazione sessuale, la vita comunitaria, il fallimento della politica; Valeria Raimondi e Enrico Castellani di Babilonia Teatri con GIULIO vogliono raccontare che cosa significa Stato, giustizia, potere, polizia, processo, legalità, carcere, opinione pubblica, giornalismo, libertà d’informazione, avendo come punto di partenza la figura di Giulio Regeni, interrogandoci sulla nostra debolezza di rendere ammissibile ciò che sta accadendo. Il progetto vincitore di Davanti al pubblico ’19 è una commedia, LA PIAZZA. Ovvero l’arte del rimediare (al Magnolfi) della regista neodiplomata Fiammetta Perugi, che racconta di quattro bottegai superstiti alle trasformazioni urbane imposte dai centri commerciali e che cercano di resistere alla desertificazione delle piazze e alla paura di rimanere soli. Con Roberto Abbiati abbiamo pensato ad uno spettacolo tout public in scena ogni giorno al Magnolfi con una rappresentazione per le scuole al mattino ed una serale per tutti: CIRCO KAFKA, con la regia di Claudio Morganti. K si sveglia una mattina per andare a lavorare e -come il protagonista de Il processo- trova poliziotti vestiti di tutto punto nella sua camera e tutto diventa da qui un circo di marionette, di trapezisti e animali impagliati.

Alcuni di questi spettacoli sono coprodotti con festival e teatri internazionali come il Festival d’Automne di Parigi, il LAC di Lugano, la Maison de la Culture di Seine-Saint Denis (F), il FAA (Fabrique autonome des acteurs) di Noussey (F), nazionali come Biennale Teatro Venezia, Napoli Teatro Festival, FOG Triennale Milano, Festival delle Colline/TPE, Emilia Romagna Teatro, Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile dell’Umbria, Società per Attori, La Corte Ospitale, Compagnia Licia Lanera, e toscani come il Centro di Residenza Armunia-Festival Inequilibrio e Capo Trave-Kilowatt Festival, Klm/Kinkaleri, Arca Azzurra Produzioni, Esecutivi per lo Spettacolo.

Le 16 ospitalità

Il Metastasio apre con uno spettacolo del festival Contemporanea ‘19 e anteprima del cartellone 2019/20, GRANMA. Metales de Cuba dei Rimini Protokol: punteggiata dal suono dei tromboni dal vivo, quattro giovani cubani, raccontano la storia della propria famiglia sessant’anni dopo la rivoluzione e di un paese, Cuba, in rapida evoluzione, dove la storia è ancora da scrivere. Lo spettacolo è in lingua spagnola sovratitolato in italiano. Presenteremo poi LA TEMPESTA di Shakespeare in due spettacoli: il primo per la regia di Luca De Fusco con, fra gli altri, Eros Pagni, Gaia Aprea, Enzo Turrin, un atto d’addio al Novecento all’arrivo del nuovo millennio, il secondo nella versione dell’Ater Balletto con 16 danzatori per la coreografia di Giuseppe Spota e le musiche originali di Giuliano Sangiorgi. Sarà come leggere due volte, con due lenti diverse questo capolavoro teatrale. Con MOLIÈRE/IL MISANTROPO (ovvero Il nevrotico in amore), Valter Malosti rilegge questo “classico del Novecento scritto tre secoli fa” come l’allucinata tragedia di un essere ridicolo, inadeguato alla realtà, che si scontra con il femminile complesso e modernissimo di Anna della Rosa. Lisa Ferlazzo Natoli dirige Marco Cavalcoli, Emiliano Masala, Camilla Semino Favro in WHEN THE RAIN STOPS FALLING/Quando la pioggia finirà del drammaturgo australiano Andrew Bovell che, attraverso uno straordinario meccanismo ad orologeria, narra una saga famigliare durante ottant’anni di vita quotidiana di madri e figli, di moglie e mariti, dal 1959 al 2019, passando per il boom degli anni ’50, il sessantotto, i carrarmati su Praga e lo sbarco sulla luna, fino all’Inghilterra tatcheriana. Antonio Rezza torna a Prato con due suoi spettacoli, 7-14-21-28 e ANELANTE, due giochi folli e allucinati, come solo lui e Flavia Mastrella sanno concepire. Aprirà il cartellone del Fabbrichino IL GIARDINO DEI CILIEGI. Trent’anni di felicità in comodato d’uso una rielaborazione del testo di Cechov che viene affiancato dalla storia reale di una coppia bolognese, Giuliano e Annalisa, che, come Gaev e Ljuba dal loro giardino in Russia, sono cacciati dal proprio luogo “magico”, la casa di campagna in periferia a Bologna. Lopachin, l’ex servo della gleba arricchitosi che acquisterà all’asta il giardino dei ciliegi, sarà Lodovico Guenzi. Al Magnolfi prosegue il “progetto di conoscenza dell’artista” delle Piacevoli conversazioni, in cui il nostro pubblico conversa liberamente con gli artisti ospiti nel salottino relax e può vedere alcuni dei loro spettacoli in sala teatrale. Il primo degli artisti di questa stagione è Michele Sinisi, regista ed interprete sorprendente, che presenterà tre suoi lavori: AMLETO in cui, con solo alcune sedie da regista a fargli “compagnia”, racconterà la storia dell’eroe shakespeariano; RICCARDO III/NOW!, un altro grande personaggio shakespeariano, affrontato con una commistione feroce di linguaggi in uno spettacolo che non racconta la storia ma la fa vivere attraverso una confessione cruda sul proprio diventare cattivo; EDIPO. IL CORPO TRAGICO una performance in cui il vecchio Edipo ripensa alle proprie disgrazie e si interroga sugli enigmi del mito. Anche Babilonia Teatri presenterà tre sue produzioni: MADE IN ITALY, lo spettacolo vincitore del Premio Scenario 2007, una sorta di video clip sul nord-est, fabbrica di luoghi comuni, volgarità e ipocrisie; PEDIGREE storia di un giovane uomo, della sua famiglia con due madri, del padre donatore e dei suoi fratelli genetici sparsi per il mondo, in un lavoro che è un pugno allo stomaco e insieme una carezza; PADRE NOSTRO sull’importanza della figura del padre, di come dovrebbe essere un padre: autoritario o autorevole? Il Teatro delle Ariette ripropone l’esperienza unica nel suo genere che coniuga racconti, teatro e cibo, presentando sia lo storico TEATRO DA MANGIARE? forte delle sue mille repliche in Italia ed in Europa, che il nuovissimo ATTORNO A UN TAVOLO. Piccoli fallimenti senza importanza, nel quale la forma scoperta e praticata negli ultimi vent’anni si confronta su cosa e quanto sia cambiato nel corso del tempo, e sulle sconfitte e i fallimenti che hanno attraversato ma non interrotto il progetto di teatro delle Ariette. Il pubblico è invitato a condividere con gli artisti Paola Berselli, Maurizio Ferraresi, Stefano Pasquini il pranzo o la cena e ad ascoltarne storie e riflessioni.

Le nostre produzioni in 10 festival e in tournée 2019/2020

Le produzioni del MET saranno presenti nell’estate 2019 in 10 festival, con cinque prime assolute (Madre Courage e i suoi figli e The circle -titolo provvisorio- al Napoli Teatro Festival, Nostalgia di Dio alla Biennale Teatro di Venezia, La ballata della Zerlina al Festival dei 2Mondi di Spoleto, la versione inglese di Happy Hour al Fringe Festival di Edimburgo), oltre a The night writer a Primavera dei Teatri di Castrovillari e a RomaEuropaFestival, Queen Lear al Mittelfest di Cividale del Friuli, Happy Hour ad Asti Teatro, le anteprime di La piazza. Ovvero l’arte del rimediare a Inequilibrio-Castiglioncello e Kilowatt-Sansepolcro.

10 nostre produzioni saranno in tournée nella stagione 2019/2020 a Milano (al Piccolo Teatro Orestea, Scene da Faust e I due gemelli veneziani in prima assoluta; al Teatro dell’Arte-Triennale Stanno tutti male e all’Elfo Puccini Il piacere dell’onestà), a Roma (al Teatro India Antigone e Giulio), a Torino Teatro Astra Antigone e Il caso W, a Genova Sala Mercato Happy Hour, a Bologna Arena del Sole Antigone e a Modena Teatro Storchi Scene da Faust, a Napoli Teatro Mercadante Scene da Faust, a Bari nel riaperto Teatro Piccinni Il gabbiano, a Lugano al LAC Antigone e Scene da Faust.

 

Questo potente e variegato caleidoscopio di spettacoli e iniziative che rischia la felicità del nostro pubblico e dei nostri artisti, ci vedrà impegnati a migliorare ancora gli importanti risultati raggiunti, contando, come sempre, sull’attenzione e sul sostegno dei nostri Soci Comune e Regione, e sul lavoro appassionato e quotidiano della straordinaria squadra organizzativa, tecnica e amministrativa del MET.

Grazie e buona stagione!

 

il direttore

Franco D’Ippolito

Prato, 13 giugno 2019

RISCHIAMO LA FELICITÁ - Progetto culturale Teatro Metastasio 2019/2020

Per l’anno 2019/2020 non presentiamo una stagione, ma il progetto culturale del MET.

Il Festival Contemporanea, il Cartellone del Metastasio/Fabbricone/Fabbrichino/Magnolfi, il MetRagazzi e il MetJazz, pur nella pluralità dei singoli e specifici contributi, sono quattro atti di un unico pensiero sul teatro contemporaneo. Attraverso i mezzi propri del teatro, il divertimento e l’emozione, vogliamo tutelare e diffondere i valori della cultura, della socializzazione, dell’integrazione, del dovere civico. E l’unico rischio che corriamo è quello di essere felici.

Nella realtà dei fatti, oggi viviamo una situazione inquietante: ci vergogniamo nel dire che crediamo nella cultura, nel bene comune, nell’importanza di fare il proprio dovere e di essere onesti. Ad esprimere questi pensieri abbiamo paura di essere considerati ingenui, deboli, o, paradossalmente, che miriamo ad un celato tornaconto personale, e ci stiamo abituando, quasi affezionando, alle nostre paure, ci sembrano il solo modo per sopravvivere in questo rovesciamento dei Valori, dove la furbizia, il pensare solo a sé stessi, la capacità di manipolare gli altri, sono diventati atteggiamenti degni di ammirazione, esempi di ‘saper vivere’.

Tutti oggi viviamo come un pericolo il credere in qualcosa, l’avere fiducia negli altri, il lavorare per un futuro migliore condiviso: ci stanno convincendo che tutto ciò è un rischio che non possiamo permetterci. Abbiamo paura di rischiare la nostra felicità.

Per cambiare questo stato di cose bisogna convincersi e capire che se ci si comporta bene, se si seguono modelli di comportamento virtuoso, si ottiene ‘un grande tornaconto personale’. Perché non si possono fare le cose per dovere, anzi, è impossibile fare le cose per puro senso del dovere. Nel ‘dover’ essere onesti, nel ‘dover’ amare gli altri, nel ‘dover’ lavorare per il bene comune, c’è il senso di uno sforzo, di un sacrificio, di una fatica: una fatica appunto ‘dovuta’, senza ricompensa, uno sforzo ‘obbligato’ a cui nessuno riesce a sottoporsi a lungo.

Invece ognuno di noi è disponibile a qualsiasi sacrificio e a correre dei rischi in vista di un miglioramento, di una vita più piena e bella. Bisogna dunque ribaltare, trasformare i ‘doveri’ in ‘valori’. È un valore, cioè vale la pena, comportarsi bene e far bene il proprio lavoro perché ciò ci ricompensa, perché si vive meglio, perché si ottiene qualcosa di bello. Ama il prossimo tuo perché sarai riamato, prima o poi e sempre e comunque, e fallo per te stesso, per essere felice con gli altri.

Nell’ambito dei Teatri a responsabilità pubblica, il rovesciamento dei valori rischia di ‘farci sentire in dovere’ di costruire una programmazione che rassicuri, non disturbi, non stimoli pensieri, che diverta fino all’inconsistenza. Tutti conosciamo la potenza e la forza violenta di contagio dello "occhio per occhio”; dobbiamo invece scommettere sulla forza de ‘la carezza per la carezza’. Come Teatro Metastasio vogliamo impegnarci nello svolgere fino in fondo la nostra funzione di teatro pubblico: essere cioè un teatro che sostiene e promuove gli artisti più vivi e parlanti del mondo di oggi, che mette in un circuito virtuoso di ascolto e condivisione artisti, pubblico e critica, che promuove la socialità e la reciproca comprensione con gli strumenti propri dell'arte teatrale. E affrontiamo tutti questi sforzi e questo lavoro con gioia, perché siamo persuasi che così facendo rischiamo la felicità, corriamo dunque solo il rischio di essere felici.

 

Massimiliano Civica, consulente artistico della direzione,

con Franco D’Ippolito, direttore Fondazione Teatro Metastasio