Presentazione 2021

METJAZZ 2021
Il futuro del jazz italiano

direzione artistica Stefano Zenni

La pandemia ha fermato il mondo (anche della musica). E il mondo ora si rimette in moto. A MetJazz non abbiamo cambiato idea sull’edizione della ripartenza e abbiamo consolidato il progetto emerso nei giorni peggiori della crisi: immaginare un’edizione dedicata tutta al jazz italiano, e soprattutto a quei musicisti, più o meno giovani, che non godono di sufficiente attenzione. Il sistema del jazz in Italia offre molte opportunità, ma per i musicisti meno conosciuti o con progetti più ambiziosi le difficoltà di farsi ascoltare non sono molte. Per questo la necessità di gestire gli spazi a disposizione, il desiderio di rimodulare la geografia del festival e la volontà di immettere nuove energie in circolo impongono un gesto di coraggio e apertura. MetJazz ha sempre rivolto un’attenzione particolare ai nuovi talenti, ma sempre all’interno di una programmazione che richiede varietà ed equilibrio di proposte. Ora invece possiamo dedicarci senza esitazioni ad un cartellone ricco di nomi di alto profilo e di fresca creatività anche se forse meno noti.

Alcuni artisti in realtà sono già affermati, ma non sempre godono dell’opportunità di presentare la loro musica nelle migliori condizioni: ecco allora i “No Land’s” del bassista Matteo Bortone, protagonisti di uno dei migliori dischi degli ultimi tempi; oppure il trio di Filippo Vignato, applaudito trombonista che qui si presenta con un pulsante trio dagli umori molto eclettici. E infine il trio MAT con Allulli, Diodati e Baron, tra le migliori forze del jazz romano. Alcuni di questi gruppi coinvolgono anche musicisti stranieri o italiani che vivono all’estero, dalla Francia ai paesi scandinavi all’Ungheria, poiché ormai i giovani musicisti si muovono in una dimensione di compiuto scambio europeo.

La clarinettista Zoe Pia, con il suo policromo progetto sulla musica sarda, e il dinamico sassofonista Giovanni Benevenuti, anche originale compositore, rappresentano proprio quei talenti su cui MetJazz vuole gettare nuova luce, come pure l’emergente pianista Andrea Goretti, che si muove sul filo tra improvvisazione classica e jazz.

Non meno importanti sono le occasioni della programmazione di MetJazz Off: dalla voce di Elisa Mini, una delle protagoniste di una scena vocale toscana già molto brillante, al sorprendente trio di Nazareno Caputo, intriso di umori contemporanei. Non mancheranno gli appuntamenti con i libri, con autori e curatori di vite e storie musicali uniche.

Il festival ha sempre lavorato di concerto con partner dentro e fuori la città. La crisi ha rafforzato una politica in atto da tempo: alla Scuola di Musica Verdi, alla Biblioteca Lazzerini e a Musicus Concentus di Firenze (che ora collabora anche con l’Off) si aggiunge Siena Jazz, con cui abbiamo coprodotto il cd del compianto Alessandro Giachero, dal concerto che tenne a MetJazz nel 2020. È a lui, al suo lascito musicale e alla sua eredità didattica che è dedicata l’intera rassegna.

Stefano Zenni