XXVII edizione - LA VOCE E ALTRE FOLLIE

Stefano Zenni - direttore artistico

La voce e la follia sono i due fili conduttori di MetJazz 2022: due modi di raccontare la musica e la vita di questi tempi stravolti dalla pandemia. La follia è una danza popolare di origine afro-portoghese in voga tra XVI e XVII secolo, un giro armonico su cui si danzava, si improvvisava e ci si abbandonava fino a raggiungere uno stato di folle esaltazione. Non stupisce che essa abbia stimolato l’interesse non solo dei compositori del passato, come Corelli e Vivaldi, ma anche delle generazioni a venire, fino ai jazzisti, che vi hanno riconosciuto modalità creative così simili ad altre musiche afroamericane. Per questo MetJazz si chiude con un progetto di Pietro Tonolo, uno dei maggiori sassofonisti del jazz europeo, che avvicina il jazz, la follia e altre danze barocche con un sound che è al tempo stesso contemporaneo e storico.
La follia psichica ovviamente non ha nulla di eccitante, ma è indubbio che essa si sia trovata a volte all’incrocio con la creatività: Charles Mingus, di cui ricorrono i cento anni dalla nascita, fu musicalmente lucidissimo ma dal carattere alquanto instabile e problematico, e questa doppia polarità è esplorata musicalmente con il concerto di Furio Di Castri, nonché in MetJazz Off con libri a fumetti e guide all’ascolto intorno al grande Mingus. Una eccentricità che si fa al contrario metodo razionale nella grande figura di Ipazia, uccisa dalla follia fondamentalista e celebrata in modo commovente dal quartetto di Mirco Mariottini. In bilico tra ragione e abbandono sono pure le figure musicali cicliche di Enrico Morello, che dirige uno dei nuovi gruppi più affascinanti del jazz italiano.
La voce, in questi tempi di distanza fisica e di timori relazionali, rimane il ponte più potente per esprimere i propri sentimenti e abbattere gli ostacoli che si frappongono ai corpi. E mai come in questa XXVII edizione, MetJazz offre una ricca panoramica delle voci del jazz in Italia: voci affermate e multiformi come quella di Cristina Zavalloni, capace di muoversi nei più diversi ambiti stilistici pur rileggendo il solo genere della canzone, o anti accademiche come quella di John De Leo, vera umanissima macchina sonora, che slitta dal canto al parlato al “rumore”. Non manca una serata dedicata alla fertile scena toscana della voce, con giovani personalità che si stanno affermando per originalità, come Lorenzo Sansoni alla testa del trio “Flor de sons” e Sara Battaglini con il suo sontuoso sestetto.
Un festival di questo respiro non sarebbe possibile senza le collaborazioni, rese ancor più stringenti dalla solidarietà che si instaura tra istituzioni che affrontano un momento di grande crisi: la Camerata Strumentale Città di Prato, co-produttrice del concerto di Pietro Tonolo, il Musicus Concentus di Firenze, con cui organizziamo il concerto di Furio Di Castri, la Biblioteca Lazzerini e la Scuola di Musica Verdi che ospitano gli incontri di MetJazz Off. Al Metastasio ospiteremo la prova generale-concerto di Pietro Tonolo con la Camerata offerta agli studenti delle scuole, in cui ci auguriamo di poter consegnare alle nuove generazioni il piacere di ascoltare musicisti che collaborano guardando avanti nella musica con la solidità della consapevolezza storica. E, perché no, con un po’ di follia.