I due gemelli veneziani

Spettacolo

I due gemelli veneziani

I due gemelli veneziani è una macchina di divertimento con un intreccio fatto di duelli, amori, fughe, ritrovamenti, in cui svetta l’espediente dei gemelli identici ma opposti caratterialmente. Allo stesso tempo questo testo è anche una farsa nera, che nelle mani di Valter Malosti svela inedite prospettive e finestre sulla contemporaneità, e che oltre al debutto teatrale vedrà la luce anche nell’ambito dell’Edizione nazionale delle Opere di Goldoni edita da Marsilio. La storia scenica e di composizione dell’opera rivela gli ultimi lampi di quella grazia eversiva tipica degli attori di Commedia dell’Arte che tra la fine del Cinquecento e la fine del Settecento dominarono le scene teatrali europee. La loro forza risiedeva in una tecnica magistrale che combinava l’improvvisazione, i ruoli multipli, la maschera, un uso del corpo che potrebbe ricordarci la nostra danza contemporanea, il ritmo, la capacità di cambiare innumerevoli registri vocali. Un’abilità rara, che Malosti sollecita negli attori, collocando la sua regia lungo il crinale sottile che separa la tradizione dalla sperimentazione.

I due gemelli veneziani è una macchina di divertimento con un intreccio fatto di duelli, amori, fughe, ritrovamenti, in cui svetta l’espediente dei gemelli identici ma opposti caratterialmente. Allo stesso tempo questo testo è anche una farsa nera, che nelle mani di Valter Malosti svela inedite prospettive e finestre sulla contemporaneità, e che oltre al debutto teatrale vedrà la luce anche nell’ambito dell’Edizione nazionale delle Opere di Goldoni edita da Marsilio. La storia scenica e di composizione dell’opera rivela gli ultimi lampi di quella grazia eversiva tipica degli attori di Commedia dell’Arte che tra la fine del Cinquecento e la fine del Settecento dominarono le scene teatrali europee. La loro forza risiedeva in una tecnica magistrale che combinava l’improvvisazione, i ruoli multipli, la maschera, un uso del corpo che potrebbe ricordarci la nostra danza contemporanea, il ritmo, la capacità di cambiare innumerevoli registri vocali. Un’abilità rara, che Malosti sollecita negli attori, collocando la sua regia lungo il crinale sottile che separa la tradizione dalla sperimentazione.

di Carlo Goldoni

adattamento Angela Demattè, Valter Malosti

con
Marco Foschi
Zanetto / Tonino
Danilo Nigrelli Pancrazio
Marco Manchisi Arlecchino / Pulcinella
Irene Petris Beatrice
Alessandro Bressanello, il Dottor Balanzoni / Tiburzio
Anna Gamba Rosaura
Valerio Mazzucato Brighella / Bargello
Camilla Nigro Colombina
Vittorio Camarota Florindo
Andrea Bellacicco Lelio / Facchino

regia Valter Malosti

scene e luci Nicolas Bovey

costumi Gianluca Sbicca

progetto sonoro G.U.P. Alcaro

cura del movimento Marco Angelilli

assistente alla regia Jacopo Squizzato

assistente costumista Rossana Gea Cavallo

direttore di scena Federico Paolo Rossi

elettricista Nicolò Pozzerle

fonico Dario Compagnoni

sarta Sara Gicoradi

amministratrice di Compagnia Federica Furlanis

foto di scena Serena Pea

costumi realizzati presso Laboratorio di Sartoria del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

La maschera di Pulcinella indossata da Marco Manchisi è stata realizzata dal Maestro mascheraio Stefano Perrocco di Meduna

scarpe Pedrazzoli - Milano

scena realizzata presso laboratorio Silvano Santinelli Scenografia – Pesaro

service luci e audio Raggi di Luce – Vicenza

trasporti ESSEPI Trasporti srl

produzione Teatro Stabile del Veneto, TPE - Teatro Piemonte Europa, Teatro Metastasio di Prato

13.12 / 2020 19.00-24.00

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06.02 / 2021 19.00-24.00

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25.02 / 2021 19.00-24.00

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