Storie e viaggi in jazz

XXIV edizione

a cura di Stefano Zenni

 

Forse non esiste musica più autobiografica del jazz. L'improvvisazione, il rapporto fisico con lo strumento, il gioco di interazione tra i musicisti, tutto palpita di una presenza totale e immediata dell'esecutore. La tradizione orale attraverso cui il jazz si è diffuso esalta l'esperienza diretta del fare musica, senza mediazione di spartiti o altri supporti visivi. In più, la possibilità di organizzare sul momento il flusso della musica esalta la qualità narrativa del jazz, la capacità di raccontare storie, di inoltrarsi in viaggi autobiografici e immaginari. In un continuo dialogo tra presente e passato, come con tutte le musiche afroamericane, che con la tradizione intrattengono un rapporto vivo, dinamico, creativo.

Metastasio Jazz 2018 è dedicato proprio a questa natura narrativa del jazz, e alla sua qualità autobiografica, nel raccontare vite, desideri, immaginari.

Ecco allora in apertura Tempo di Chet, lo spettacolo-concerto di Leo Muscato, Laura Perini e Paolo Fresu su Chet Baker, personaggio in bilico tra tragedia e leggenda, maledettismo e bellezza, a cui l'originale fusione tra teatro e musica può restituire dignità e poesia. Una dualità, quella di teatro e musica, che è al cuore anche dell'universo di Sun Ra. Ma invece dei suoni orchestrali, l'utopia cosmica e anti razzista, universalista di Sun Ra è ripercorsa dal trio Siringo-Tofanelli-Tavolazzi con un sound da camera: pianoforte, tromba, contrabbasso, a rievocare un universo musicale fantasmagorico ricco di suggestioni di danza, di echi della musica africana, di accensioni improvvise di energia. In quella stessa serata si ascolteranno due trii: quello eccentrico su Sun Ra e quello classico e trascinante di Claudio Filippini, con al piano uno dei più brillanti talenti italiani, che ha messo a punto una formazione trascinante, ricca di fantasia. Queste due formazioni offriranno al pubblico l'occasione di confrontare due diverse concezioni del racconto musicale.

Non meno singolare è il viaggio fantastico dedicato da Massimo Falascone a Georges Méliès: il genio immaginifico del cinema delle origini rievoca un mondo musicale e teatrale non con le immagini, ma con i suoni e alcuni ausili scenici: una strada intelligente per alludere a storie più ambigue ma non meno avvincenti, e farle danzare nella nostra immaginazione.

Molto concrete sono infine le storie che racconta Chicco Buarque, uno due più grandi poeti del nostro tempo. Maria Pia De Vito ha tradotto i testi di Buarque in napoletano: lo ha portato nel nostro meridione per scoprirne le affinità, rivelarne le assonanze, in definitiva per farci scoprire che quei due mondi popolari vivono degli stessi personaggi e delle stesse storie. Alla faccia del mondo egoista in cui viviamo.

Viaggi sono anche quelli dei giovani talenti che apriranno MetJazz Off, appuntamenti in collaborazione con la Scuola di Musica Verdi. A tu per tu con Thelonious Monk, si confrontano con una tradizione complessa, ardita, e intanto crescono e maturano: raccontano la loro storia e scrivono il loro futuro. Come viaggi sono quelli del grande fotografo Roberto Masotti, che molti anni fa vendeva i poster esposti in mostra saltando da un festival all'altro. O sono le vite dei grandi del jazz raccontate dalla macchina acchiappasogni del nostro tempo: il cinema.

E MetJazz aggiunge così un'altra tappa del suo lungo viaggio nella cultura musicale del nostro tempo.

Stefano Zenni