It's a dress, not a yes
Domenica 10 maggio 2026 ore 18.00, Teatro Metastasio
IT'S A DRESS, NOT A YES
Testi scritti dai ragazzi e dalle ragazze partecipanti al laboratorio e testi di poete e performer di spoken word poetry
con i partecipanti al laboratorio Barberis Taddeo, Bidoli Thomas, Capra Elisabetta, Caracchini Benedetta, Cepi Alessandra, Cipriani Niccolò, Cocci Margherita, Di Bene Virginia, El Haylany Omar, Grassi Andrea, Innocenti Mattia, Logli Lucia, Mangani Vittoria, Melozzi Amaranta, Okojie Emmanuel, Paoli Chiara, Pini Aurora, Rossi Andrea, Storai Giulia, Sutermani Stella
regia Angela Antonini
direzione progetto Metaforma Edoardo Donatini
segreteria organizzativa Ilaria Benelli
organizzazione laboratori Anna Beccheroni
per la parte tecnica Staff tecnico del Teatro Metastasio
Don't let me down! è azione di Prato Comunità Educante 25-28, il progetto selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile cofinanziato da Fondazione Cassa di Risparmio di Prato in collaborazione con IntesaSanpaolo

“Noi non vogliamo più la violenza. Noi vogliamo la vita!
Vogliamo essere libere, essere liberi significa essere liberi dalla violenza, ecco perché troveremo altri modi per cambiare il mondo, fermare tutte le guerre e trasformare l'energia morte in energia vita”
Rivoluzione e controrivoluzione, Julian Beck e Judith Malina
Da questo grido nasce lo spettacolo It's a dress, not a yes, un attraversamento scenico, visivo e poetico creato da un gruppo coeso di adolescenti che scelgono di prendere parola, di esporsi, di trasformare il disagio in espressione e la rabbia in immaginazione.
In scena, una sfilata di moda eccentrica e ribelle diventa linguaggio teatrale e atto di contestazione grazie ad un lavoro sulla pratica di spoken word poetry. I corpi si fanno manifesto, i vestiti diventano dichiarazioni, le parole - scritte dagli stessi giovani autori - si intrecciano a immagini, suoni e gesti che raccontano una generazione stanca degli effetti di una vecchia civiltà fondata sulla violenza: violenza del potere, del denaro, delle strutture che opprimono e definiscono.
Questa non è una ribellione che distrugge: è una contestazione poetica che reclama spazio, respiro, possibilità. Reclama il diritto di esistere senza paura, senza costrizioni, senza modelli imposti, senza violenza. È una rivoluzione vitale, che rifiuta la logica della sopraffazione per immaginare nuove forme di libertà.
Essere libere, qui, significa liberarsi dalla violenza — visibile e invisibile — che attraversa il sistema sociale e si annida nei gesti quotidiani, nelle relazioni di potere che si manifestano attraverso le condotte corporee. Essere liberi, significa avere cura dello spazio intercorporeo e inventare nuovi modi di stare insieme, di comunicare, di creare bellezza anche nel caos.
Questo spettacolo è un atto collettivo, una presa di posizione, un invito. Non offre risposte definitive, ma apre domande urgenti. Non chiede consenso, ma ascolto.
E soprattutto, chiede di guardare: guardare questi giovani non come “futuro”, ma come presente vivo, potente, già capace di immaginare e costruire un mondo diverso.
L'ingresso è gratuito con prenotazione obbligatoria contattando la segreteria del teatro, entro martedì 5 maggio, ai seguenti recapiti: 0574/608537 - segreteria@metastasio.it (dal lunedì al venerdì in orario 10.00/17.00). La prenotazione, per essere effettiva, dovrà essere confermata dalla segreteria.
