Informazioni

DURATA 80 minuti senza intervallo


PREZZI BIGLIETTI
posto unico non numerato > € 15,00


RIDUZIONI
Soci Coop/over 65/convenzioni > sconto 25% circa
Under 25/gruppi > sconto 35% circa
On-line > ulteriore riduzione di circa il 5% per tutte le categorie di prezzo
Last Minute > € 10,00 acquistando al botteghino nei 5 minuti prima dell'inizio dello spettacolo

Biglietti in vendita a partire dal 10 ottobre 2018

Spettacolo

30 ottobre/4 novembre 2018 | feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30 | Teatro Fabbricone-sala 2 (Fabbrichino)

HAPPY HOUR

di Cristian Ceresoli
con Silvia Gallerano e Stefano Cenci
regia Simon Boberg
sonorizzazioni Stefano Piro
la canzone è di dj Blue Cat (Gueppecartò’s remix)

produzione Frida Kahlo Productions (Milano, Londra), Teatro Metastasio (Prato), Teater Grob (Copenhagen)
con Richard Jordan Productions (Londra), Il Funaro (Pistoia)
distribuzione World Entertainment Company

PRIMA NAZIONALE

 

kerfuffle è un bambino, è un campione del mondo. Invece Ado è la sua sorellina, è una femmina, Mamma e papà sono felici, anche perché è obbligatorio.


Dopo aver vinto numerosi premi, tra cui l’oscar del teatro europeo al Fringe Festival di Edimburgo, e registrato un grande successo di pubblico e critica in tutto il mondo con La merda (dall’Europa al Brasile, dall’Australia al Nord America) tuttora in tour a sei anni di distanza dal suo debutto, Cristian Ceresoli presenta una sua nuova scrittura, lisergica e rock, intitolata Happy Hour. Composta a partire dal 2007, come fosse il secondo frammento di uno stesso paesaggio, come se queste due opere illuminassero parti dello stesso dipinto.
Qui lo scrittore scopre un nuovo mondo, al presente, dove si afferma (e vince) un’efficacissima forma di allegro totalitarismo. Qui Silvia Gallerano, già osannata interprete de La Merda, incarna la piccola Ado, una ragazzina affamata d’amore, mentre Stefano Cenci, interprete unico e potente, è suo fratello Kerfuffle. La regia è affidata alla sensibilità di Simon Boberg, regista danese di fama internazionale, già direttore della produzione teatrale e televisiva di Lort (La Merda) in Danimarca.
Una partitura (o città) in cui avvengono divertentissime deportazioni di massa, in cui si afferma il più colorato dei fascismi. Un poema di tendenza al travolgente ritmo di un happy hour ininterrotto e quotidiano, in un delirante rinnovamento della lingua, attraversata da un’umanità che gode della vita, veste ghepardato e è disposta a tutto per difendere il proprio entusiasmo.
Come La Merda ha rotto gli schemi aldilà dei generi (opera di poesia, rock, sofisticata e immediata a un tempo, letteratura, teatro o performance, accolta da luoghi e spazi diversi, grandi città e province e tutto esaurito da anni) allo stesso modo Happy Hour tenta di manifestarsi con una sua originalità. Partitura letteraria per due corpi. Prova d’attore oltre i limiti. Opera d’arte dal vivo. Visione. Glamour. Una tragedia molto moderna in cui ridere fino ad ammazzarsi e piangere, come bestie da macello.

Happy Hour è dedicato a Stefano Dolce & Domenico Gabbana.

 

PRIMA NAZIONALE

HAPPY HOUR