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DURATA 80 minuti senza intervallo


Spettacolo vietato ai minori di 14 anni


PREZZI BIGLIETTI
posto unico numerato > € 17,00


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Spettacolo

14/17 febbraio 2019 | feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30 | Teatro Fabbricone

SHAKESPEARE/SONETTI

versione italiana e adattamento teatrale di Fabrizio Sinisi e Valter Malosti
regia Valter Malosti
coreografie Michela Lucenti
scene e costumi Domenico Franchi
luci Cesare Agoni
canzoni di Domenico Modugno (Un pagliaccio in paradiso, Che cosa sono le nuvole, Dio come ti amo)
progetto sonoro di Valter Malosti
musiche voci e frammenti sonori da Alan Splet, Murcof, Bruno Pronsato, Michael Nyman, Al Pacino, Scanner, Arvo Pärt
estratti da Liquefatto progetto musicale di Gup Alcaro e Valter Malosti
suono Edoardo Chiaf, Fabio Cinicola, Jacopo Bertoli
con Valter Malosti, Michela Lucenti, Maurizio Camilli, Marcello Spinetta e con Elena Serra

produzione CTB Centro Teatrale Bresciano, TPE Fondazione Teatro Piemonte Europa, Teatro di Dioniso

 

Enigma filologico, impenetrabile documento, lettera d’amore a un destinatario sconosciuto, i Sonetti di Shakespeare diventano qui a pieno titolo uno dei testi teatrali shakespeariani: forse l’unico vero monologo maschile della sua teatrografia. L’ordine dei componimenti viene ricostruito in una nuova lingua e una nuova drammaturgia, un complesso romanzo d’amore con quattro figure e una sola voce: con il Narratore dei Sonetti Shakespeare crea infatti uno dei suoi grandi protagonisti, un personaggio clownesco e sboccato, straziante e disperato, di allucinata modernità. Una fra le più complesse e grandiose opere di poesia dell’età moderna diventa in questo spettacolo un altare sacrificale, un evento di grazia e furore, canto e lamento, beffa e bestemmia, che anticipa i grandi canzonieri d’amore del Novecento, da Auden a Pasolini, da Salinas a Testori. Con Shakespeare/Sonetti Valter Malosti torna dopo molti anni a collaborare con Michela Lucenti e il suo gruppo di lavoro, fra i più importanti e riconosciuti ensemble di teatro-danza contemporanei, e conclude così la sua trilogia sullo Shakespeare 'non teatrale' iniziato con Venere e Adone e Lo stupro di Lucrezia.