Informazioni

DURATA 110 minuti senza intervallo

 

PREZZI BIGLIETTI
posto unico non numerato > € 15,00


RIDUZIONI
Soci Coop/over 65/convenzioni > sconto 25% circa
Under 25/gruppi > sconto 35% circa
On-line > ulteriore riduzione di circa il 5% per tutte le categorie di prezzo
Last Minute > € 10,00 acquistando al botteghino nei 5 minuti prima dell'inizio dello spettacolo



BOX FROSINI-TIMPANO
2 spettacoli e 2 piacevoli conversazioni > € 20,00
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Spettacolo

2 e 3 marzo 2019 | sabato ore 19.30, domenica ore 16.30 | Teatro Magnolfi

ACQUA DI COLONIA

testo, regia, interpretazione Elvira Frosini e Daniele Timpano
consulenza Igiaba Scego
voce del bambino Unicef Sandro Lombardi
aiuto regia e drammaturgia Francesca Blancato
scene e costumi Alessandra Muschella e Daniela De Blasio
disegno luci Omar Scala
progetto grafico Valentina Pastorino

uno spettacolo di Frosini/Timpano
produzione Gli Scarti, Kataklisma teatro
con il contributo produttivo di Romaeuropa Festival, Teatro della Tosse, Accademia degli Artefatti
con il sostegno di Armunia Festival Inequilibrio
si ringrazia Teatro di Roma, C.R.A.F.T. Centro Ricerca Arte Formazione Teatro

Finalista Premio Ubu 2017 come miglior nuovo testo italiano
Selezione Eurodram 2018

 

Il colonialismo italiano. Una storia rimossa e negata, che dura 60 anni, inizia già nell'Ottocento, ma che nell'immaginario comune si riduce ai 5 anni dell'Impero Fascista. Cose sporche sotto il tappetino, tanto erano altri tempi, non eravamo noi, chi se ne importa. È acqua passata, acqua di colonia, cosa c'entra col presente? Eppure ci è rimasta addosso come carta moschicida, in frasi fatte, luoghi comuni, nel nostro stesso sguardo. Vista dall'Italia, l'Africa è tutta uguale, astratta e misteriosa come la immaginavano nell'Ottocento; Somalia, Libia, Eritrea, Etiopia sono nomi, non paesi reali, e comunque 'noi' con 'loro' non c'entriamo niente; gli africani stessi sono tutti uguali.

E i profughi, i migranti che oggi ci troviamo intorno, sull'autobus, per strada, anche loro sono astratti, immagini, corpi, identità la cui esistenza è irreale: non riusciamo a giustificarli nel nostro presente. Come un vecchio incubo che ritorna, incomprensibile, che ci piomba addosso come un macigno.

 

PIACEVOLI CONVERSAZIONI CON ELVIRA FROSINI E DANIELE TIMPANO
26/27 febbraio