Informazioni

MET COMUNICA> Si comunica che per motivi tecnico-organizzativi il debutto dello spettacolo SCENE DA FAUST, previsto per il 7 maggio, è stato posticipato a sabato 11 maggio.
Gli abbonati che hanno nel proprio abbonamento una delle repliche annullate (martedì 7, mercoledì 8, giovedì 9 e venerdì 10 maggio) sono cortesemente invitati a recarsi presso la nostra Biglietteria al Metastasio o a contattarla telefonicamente al numero 0574/608501 (dal martedì al sabato in orario 9.30/12.30 e 16.00/19.00) per concordare il cambio data.

 

PREZZI BIGLIETTI
posto unico numerato > € 17,00


RIDUZIONI
Soci Coop/over 65/convenzioni > sconto 25% circa
Under 25/gruppi > sconto 35% circa
On-line > ulteriore riduzione di circa il 5% per tutte le categorie di prezzo
Last Minute > € 12,00 acquistando al botteghino nei 5 minuti prima dell'inizio dello spettacolo

 

 LO SPETTATORE ATTENTO - VERSUS
Venerdì 17 maggio dopo lo spettacolo - Fabbricone
incontro con FEDERICO TIEZZI e GIANFRANCO CAPITTA
ingresso libero.

 


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Spettacolo

11/19 maggio 2019 | feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30, lunedì 13 riposo | Teatro Fabbricone

SCENE DA FAUST

di Wolfgang Goethe
traduzioni Franco Fortini, Andrea Casalegno, Andrea Maffei
drammaturgia Fabrizio Sinisi e Federico Tiezzi
regia Federico Tiezzi
con Sandro Lombardi, Marco Foschi, Camilla Semino Favro, Dario Battaglia, Alessandro Burzotta, Nicasio Catese, Valentina Elia, Fonte Fantasia, Alessio Genchi, Ivan Graziano, Alessandro Marini, Luca Tanganelli, Andrea Volpetti

assistente alla regia Giovanni Scandella
scene Gregorio Zurla
costumi Giada Masi
luci Gianni Pollini
assistente costumista Antonietta Lucarelli
voce Francesca Della Monica
movimenti Raffaele Giordano


produzione Teatro Metastasio di Prato, Compagnia Lombardi-Tiezzi
in collaborazione con Teatro Laboratorio della Toscana

PRIMA ASSOLUTA

 

Dopo l’incontro con il mito classico di Antigone, Federico Tiezzi affronta, attraverso l’opera di Goethe, un altro grande mito: quello di Faust. Il racconto di un sapiente studioso di teologia, filosofia e scienze naturali che, per ottenere conoscenze ancora più vaste, potere e giovinezza, vende la propria anima a Mefistofele mediante un contratto firmato col sangue.
Goethe lavorò al Faust per sei decenni, dal 1772 al 1831, costruendo un’opera monumentale intorno alla figura del medico e mago cinquecentesco. E attraverso Goethe questo personaggio, che aspira alla totalità della conoscenza e all’eterna giovinezza, è divenuto parte dell’immaginario collettivo della cultura occidentale, oltre che simbolo della crisi della coscienza e dell’anima dell’uomo contemporaneo.
Nella prima parte del Faust, quella che questo spettacolo prende in esame, è centrale la figura di Mefistofele: che si pone come il doppio speculare di Faust, la sua metà, il suo alter ego e, freudianamente, la proiezione del suo inconscio.
Nella nostra epoca l’immagine di un patto con il Demonio forse non fa più troppa paura. Ma i bisogni che spingono Faust a vendere l’anima ancora ci turbano: il desiderio di conoscenza e di nuova giovinezza, la ricerca della saggezza, delle risposte alla domanda su cosa sia la natura, la storia e la vita dell’uomo.
Lo spettacolo mette in scena dodici scene della prima parte della tragedia, per un totale di circa 2300 versi. Saranno utilizzate tre diverse traduzioni: quella di Franco Fortini, con il suo inestimabile contributo di soluzioni poetiche; quella di Andrea Casalegno che, ultima in ordine di tempo, offre una limpida e chiara traduzione del testo; quella della fine dell’Ottocento di Andrea Maffei (librettista di Verdi e traduttore, sempre per Verdi, di Schiller), in endecasillabi martelliani. Adattamento, sintesi e drammaturgia del testo sono di Federico Tiezzi e Fabrizio Sinisi, che hanno lavorato a proiettare il testo goethiano verso gli schemi del teatro epico e non di quello d’immedesimazione.
Perché il Faust di Goethe è teatro: dove si incontrano la potenza dell’epos e l’intimità della lirica, la speculazione filosofica e l’afflato della Storia nel suo incontro con la Natura, temi che si riversano sulla scena nella complessità di un dramma cosmico che gira su due perni, il bene e il male.
Compito di regista e attori sarà quello di cogliere, nella sapienza strutturale del percorso goethiano, l’uomo contemporaneo al di là del titanismo appartenente allo Sturm und Drang. E spostare la visione del testo nell’ambito dell’uso, del servizio che ogni grande opera drammatica ha per la vita dell’uomo.