L’ex Jugoslavia, l’Europa e i nazionalismi. Incontro con Marina Lalovic

Attraverso i suoi ricordi, Lalovic, che appartiene all’«ultima generazione di pionieri del maresciallo Tito», sviscera il passaggio che trasformò uno stato come la  Jugoslavia, caratterizzato da una grande apertura, in un mondo rovesciato, blindato.  Tutto aveva un significato politico, il modo di camminare, di vestire, il tipo di musica che si ascoltava: da una parte il turbo-folk dei nazionalisti, dall’altra il rock’n’roll dell’opposizione. Ma Belgrado non era solo divisa. Belgrado era soprattutto indifferente a quanto accadeva nelle altre repubbliche. Da Belgrado a Srebrenica e Kosovska Mitrovica, nelle città vittime della vittoria del nazionalismo, oggi stanno tornando giovani che hanno deciso di provare a reinventare l’identità del paese dissolto 20 anni fa: una scelta non facile in una regione da cui tutti emigrano e che registra i tassi di disoccupazione più alti dell’intero continente.

Un incontro per cercare di capire che cosa significa oggi sentirsi europei fuori dall’Europa e quanto il ritorno a pericolosi nazionalismi abbia a che fare con la storia dell’ex Jugoslavia. 

Marina Lalovic è una giornalista serba nata a Belgrado nell'ex Jugoslavia. Nel 2000 si trasferisce in Italia dove si laurea presso l'Università "La Sapienza" in Editoria e Giornalismo. Ha lavorato come redattrice TV del Babzine, il Magazine settimanale di Babel TV, canale 141 di Sky, dedicato alle questioni dell’immigrazione in Italia. Era corrispondente da Roma per quotidiano serbo "Politika" come anche per la radio-televisione serba, B92. Ha collaborato con Associated Press Television News bureau a Roma ed è stata corrispondente per la web tv della rivista americana SPIN e per la rivista europea, Cafebabel. Ha lavorato per ENEL, nel reparto delle relazioni esterne. Attualmente fa parte della squadra di Radio3Mondo, Radio Rai 3, dove conduce la rassegna della stampa estera e gli approfondimenti del programma.

 

 

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