Ottantanove

04.11 - 08.11 / 2020

20.45 feriali, 19.30 sabato, 16.30 domenica

Fabbricone

La Rivoluzione francese ha dilagato in tutta Europa e ha cambiato e fondato il mondo in cui viviamo. La rivoluzione del 1789. Che domande continua a porci, oggi, la Rivoluzione? Che rapporto abbiamo dopo un altro Ottantanove, il 1989, con la democrazia, la politica e il potere? Quel che resta della Rivoluzione ci riguarda ancora? O è roba vecchia? Parrucche polverose da mettere nei musei?
Ottantanove non vuole raccontare una storia, o la Storia, ma immergersi in un mito fondativo, nei materiali culturali che lo hanno prodotto e che questo ha prodotto a sua volta. L'attuale crisi della Democrazia vista in rapporto con la Rivoluzione francese e con il 1989, la fase che apre la nostra epoca, oggi che il concetto stesso di rivoluzione sembra aver perso concretezza, anche se non un suo fascino rétro.
Il nostro è uno sguardo da italiani, da cuginetti d'oltralpe, lo sguardo dei parenti poveri, meno evoluti, da liberare e civilizzare. La rivoluzione francese non l'abbiamo fatta noi. Anzi. L'abbiamo in parte subita. La Rivoluzione si intreccia con la nostra storia e con l'avvio del nostro stesso mito fondativo, il Risorgimento: il tricolore italiano nasce il 7 gennaio del 1797 in piena Repubblica Cispadana controllata dai francesi. Ma il nostro è anche uno sguardo da europei occidentali, perché nonostante tutto siamo gli eredi della Rivoluzione. Le nostre democrazie, l'Europa di oggi, tutto il mondo in cui viviamo è stato fondato allora.
Il nostro è quindi uno sguardo dall'Europa, che è un'entità contraddittoria, in evidente crisi politica e democratica, ma che continua a proclamare come suoi fondamenti identitari i diritti civili, la sovranità popolare, la cittadinanza, le libertà di stampa, riunione, culto, associazione, la democrazia. Concetti nati durante la Rivoluzione e in essa già traditi, ancora oggi sbandierati e utilizzati in qualunque discorso pubblico europeo, nonostante suonino ormai svuotati di senso, di sostanza, come gusci vuoti lasciati sulla spiaggia. Cose nate allora la cui carcassa ci ritroviamo oggi tra i piedi, ma svuotata di ogni contenuto, come le mummie imbalsamate degli egizi, con tutti gli organi chiusi in un vaso canopo - la milza, gli intestini, il cuore, il fegato - e la vuota forma del corpo glorioso che fu, tuttora affascinante e persistente come un deodorante, ormai definitivamente morta. Che fine ha fatto, non diciamo la vita, ma almeno il canopo?

drammaturgia e regia Elvira Frosini e Daniele Timpano
con la collaborazione artistica di David Lescot
con Marco Cavalcoli, Elvira Frosini, Daniele Timpano
disegno luci Omar Scala
scene e costumi Marta Montevecchi
musiche originali e progetto sonoro di Lorenzo Danesin

 

produzione Teatro Metastasio di Prato
in collaborazione con Kataklisma teatro
e Teatro di Roma - Teatro Nazionale

 

residenze artistiche Istituto Italiano di Cultura Parigi, Città delle 100 Scale Festival

 

Vincitore della Menzione Speciale Franco Quadri nell'ambito del Premio Riccione 2019

PREZZI BIGLIETTI (in vendita dal 29 settembre)
€ 18,00 posto unico numerato

RIDUZIONI
20% per socio Coop / convenzioni / over 65
35% per under 25 e gruppi organizzati
ulteriore 5% per acquisti on-line, sia sull'intero che sui ridotti

04.11 / 2020 20.45
05.11 / 2020 20.45
06.11 / 2020 20.45
07.11 / 2020 19.30
08.11 / 2020 16.30

DURATA 90 minuti senza intervallo

Fabbricone

via Ferdinando Targetti, 10/8 59100 Prato (PO)
tel. 0574.690962