Posto di sblocco

pillole video del Gruppo di Lavoro Artistico da un’idea de Gli Omini

Posto di sblocco

16.11 - 26.12 / 2020

19.00 mercoledì e giovedì
22.45 venerdì e sabaro

Tv Prato

Uno scalcagnato baracchino si muove per la città. È un punto d’ascolto, che sembra uscito fuori da un fumetto. Gira sulla sua ruota e poi si ferma ad aspettare che qualcuno si avvicini, si sieda e parli. POSTO DI SBLOCCO, c’è scritto sopra. E sotto c’è sempre un omino pronto ad ascoltare.

In questi tempi di distanziamento sociale e teatri chiusi, dove le strade sembrano più vuote, mentre sono piene di gente sempre più sola, dove l’idea di futuro è qualcosa di vago e spaventoso, Gli Omini sentono la necessità di continuare il proprio lavoro sociale e antropologico, e di cercare un contatto con la gente.

Mai come adesso sentiamo vicina un’emergenza psichiatrica. Mai come adesso è importante che il teatro si metta a disposizione della comunità ed esca dalla sua bolla. Mai come adesso le categorie più fragili non trovano un posto dove stare.

Posto di sblocco è un progetto che rispetta il distanziamento sociale, ma non lo asseconda. È troppo facile prendere l’abitudine a stare sempre più lontani, a dimenticarsi che esistono anche gli altri.

Posto di sblocco è un faccia a faccia a debita distanza, per scuotere gli animi, stimolare alla partecipazione e alla condivisione, per scambiarsi storie, raccogliere testimonianze e sentirsi meno soli.

Seguiti dal collettivo John Snellinberg, Gli Omini e Paola Tintinelli, si sono fermati nei vari quartieri di Prato, dalla centralissima Piazza Duomo al retro delle stazioni, accogliendo persone dai 3 ai 90 anni. Hanno stimolato la conversazione e offerto ascolto, tentando di allontanare il covid dai discorsi, per ricordarsi dove eravamo rimasti.

Dal materiale raccolto in otto giornate, ricaveranno una serie di episodi che verranno programmati su TV Prato. Le pillole video sono spaccati di un’umanità variegata, ritratti malinconici e ironici di una città, attraverso i suoi abitanti, frammenti di un tempo presente che ci sta sfuggendo di mano.

sceneggiatura Giulia Zacchini
con Francesco Rotelli, Luca Zacchini
e la partecipazione di Paola Tintinelli

regia John Snellinberg
montaggio Patrizio Gioffredi 
fotografia Duccio Burberi
operatore di ripresa Silvia Bavetta 
mixaggio Alessio Pepi

musiche Mirco Mariani

coordinamento delle attività video GLA Giacomo Forte

ideazione scena Roberto Abbiati
realizzazione scene Laboratorio del Teatro Metastasio

foto Ilaria Costanzo
video documentazione Ivan DAlì

produzione Teatro Metastasio di Prato
media partner TV Prato

16.11 / 2020

Capitolo 1. Viaggiatori e piccioni - Piazza del Duomo

19.11 / 2020

Capitolo 2. La vita davanti (alla fontana) - Piazza del Comune

23.11 / 2020

Capitolo 3. A fiumi - Piazza delle Carceri

26.11 / 2020

Capitolo 4. Ai lettori - Piazzale della Biblioteca Lazzerini

30.11 / 2020

Capitolo 5. Sentimentalmente - Piazza del Duomo

03.12 / 2020

Capitolo 6. Girotondo - Piazza Mercatale

07.12 / 2020

Capitolo 7. Chinatown

10.12 / 2020

Capitolo 8. Viale del tramonto - Lungo Bisenzio

14.12 / 2020

Capitolo 9. L'urlo - Viale della Repubblica

17.12 / 2020

Capitolo 10. Il rifrullo - Piazza Mercatale

21.12 / 2020

Capitolo 11. La sicutera - In diversi luoghi

24.12 / 2020

Capitolo 12. L'ultimo giorno - Il Soccorso

Capitolo 1. Piazza del Duomo
Piccioni e viaggiatori
storie di tutti i giorni

"Si fa altro che parlare di covid, di covid. È anche stancante per la testa".
Per la prima volta lo sgangherato centro d’ascolto di Posto di sblocco esce per le strade di Prato e arriva in Piazza del Duomo. Per fermarsi un attimo a ragionare su dove eravamo rimasti. Si siederanno al baracchino: il Giapponese che porta la musica a Prato, il Macellaio del Popolo, un vecchino coinnipote che c’ha iddiabete, altri giovani passanti e molti piccioni.

Capitolo 2. Piazza del Comune
La vita davanti (alla fontana) 
dove s’incontrano bambini già grandi e grandi bambini

A sera in Piazza del Comune c’è molta gente curiosa. Il primo ad avvicinarsi al baracchino è un bambino molto saggio. Poi spuntano due ragazze. E alla fine c’invitano a restare due ragazzacci di un’ottantina d’anni. Tutti parlano d’amore, dalle prime cotte alle ultime rischiose operazioni sentimentali. Tutte le generazioni sono accanto a una fontana.

Capitolo 3. Piazza delle Carceri
A fiumi
e per questo io rido

Arriviamo un pomeriggio in Piazza delle Carceri piena di bambini. Dietro la chiesa la Caritas consegna i sacchetti di carta con i pranzi. Davanti alla chiesa, c’è Posto di sblocco, dove si siedono una vedova allegra, che non smette di ridere e un ragazzo molto biondo, che si sente particolarissimo. Entrambi parlano di libertà e prigioni, in Piazza delle Carceri.

Capitolo 4. Piazzale della Biblioteca Lazzerini
Ai lettori
non bisogna mai essere contenti
C'è chi studia, chi lavora, chi cerca riparo e chi non vede l'ora di spiegare come stanno le cose. In biblioteca abbiamo trovato psicologi e musicisti, un uomo senza casa e un NON negazionista che ha voluto spiegarci due o tre cose. Il barista ha fatto da anfitrione.

Capitolo 5. Piazza del Duomo
Sentimentalmente
è severamente vietato ostacolarmi 
Vi ricordate di quando siamo stati in Piazza Duomo?
Ecco, di quella giornata lì, manca ancora un pezzo.
Di quando arrivò A.R. e chiese di poter parlare. Si definì drastico, egocentrico, altezzoso e approfittò di noi per lanciare un manifesto a chi non la pensa come lui.

Capitolo 6. Piazza Mercatale
Giro del mondo
un microfilm notturno, ad alto contenuto d’amarezza 
E con questo capitolo siamo esattamente a metà.
Il baracchino arriva in Piazza Mercatale e fa un giro del tondo.
In un solo giro si ferma in Albania, in Georgia, in Mali, in Calabria, in Pakistan, in Cina, in Guinea e pure nell'antica Roma.

Capitolo 7. 
Chinatown 
dove si sente un certo odore di fallimento
Cosa sarebbe Prato senza Chinatown? In tutta Italia, se rammenti Prato, ti rispondono Cina.
E poi noi, a Chinatown, ci si sta sempre bene. Siamo andati a chiedere ai cinesi, cosa dicono di Prato e della vita. Ne è uscito un ritratto diverso da come lo volevamo, ma molto vero. E abbiamo incontrato anche l’Angelo di via Pistoiese.

Capitolo 8. - Lungo Bisenzio
Viale del tramonto
è un luogo pieno di nascondigli
Due passi, giusto per distrarsi un po’.
Nella puntata sul Bisenzio s’incontrano passeggiatori abituali. Ci rammentano che Prato un tempo filava e adesso è piena d’acciacchi.
Si scopre che il Bisenzio è un posto che scaccia i pensieri, ma il ricordo delle suore è molto diffuso.


Capitolo 9. Viale della Repubblica
L'urlo
e risparmi anche 150 euro dallo psicanalista

Piove. Ci ripariamo sotto i portici di Viale della Repubblica.
Dove s’incontra solo gente con le idee chiare e finalmente si apprendono i rimedi per lo sblocco.
Tra registi, conduttori radiofonici, ballerini e parrucchieri, si parla di genitori e figli, della potenza delle aspirazioni e di fughe da fermi.

Capitolo 10. Piazza Mercatale 
Il rifrullo 
dai 3 ai 90 anni

Ancora piove e stavolta a cercare riparo, andiamo in Piazza Mercatale, accanto a Mao.
Sotto il portico rubiamo il posto a tre baldi giovanotti, che scocciati dalla nostra ingombrante presenza, tolgono il disturbo. In Piazza Mercatale non abbiamo avuto neanche 5 minuti liberi. Ma quanta gente ci passa di lì? Pare Londra.

Capitolo 11. In diversi luoghi
La sicutera
ogni tanto riparte la solita musica
La stazione. La condizione stazionaria. Ci sono cose che non cambiano mai. Ci sono onde che tendono a rimanere costanti, correnti che seguono il proprio flusso, senza variazioni nel tempo. E fanno passare male il tempo. Siamo quasi alla fine e si sente, che si raschia il barile. Nel capitolo 11 ci spostiamo tra stazioni e luoghi sparsi per parlare di qualcosa che da sempre ritorna.

Capitolo 12. Il Soccorso
L'ultimo giorno
e cadono le foglie
L’ultimo giorno siamo andati al Soccorso e la realtà ha superato ogni fantasia. Siamo arrivati ai giardini al mattino e ci siamo messi ad aspettare la sera coi vecchi. Abbiamo incontrato solo eroi.  In questo anno in cui gli anziani sono stati chiamati inutili senza vergogna, il nostro finale lo dedichiamo a loro. E in mezzo ai loro ritratti, vanno e vengono giovani in cerca di pace. Per chiudere il cerchio è tornata pure la musica. E non l’ha portata il Giapponese.

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