Teatro Metastasio di Prato

in collaborazione con Tv Prato

METinTV(aPrato)

Pillole video, Instant Movie e uno Sceneggiato in bianco e nero come negli anni ’60

a cura di Massimiliano Civica, John Snellinberg Film e Giacomo Forte

Pillole video legate anche alla programmazione dei teatri del Met; brevi filmati sul tempo sospeso che stiamo vivendo, girati in luoghi della città dialogando con i cittadini, che si raccontano e rinnovano così, anche con i teatri chiusi, il rapporto dei pratesi con il Metastasio; uno sceneggiato (anche una parodia) in bianco e nero delle grandi storie e di un genere che hanno fatto negli anni ‘60 la storia del piccolo schermo nel nostro Paese.

Sono solo alcuni degli elementi che compongono l’originale palinsesto televisivo prodotto quest’anno dal Gruppo di Lavoro Artistico della Fondazione Teatro Metastasio per Tv Prato, media partner di un innovativo progetto: tenere aperti i sipari del Met, del Fabbricone e del Magnolfi anche attraverso lo schermo televisivo. Ma anche la possibilità di lavorare, a sipari aperti, su una doppia visibilità. Per ribadire, sempre, la necessità della scena e del teatro.

16-18 novembre 2020 Capitolo 1. 19-21 novembre 2020 Capitolo 2.
23-25 novembre 2020 Capitolo 3. 26-28 novembre 2020 Capitolo 4. 
30 novembre-2 dicembre 2020 Capitolo 5. 3-5 dicembre 2020 Capitolo 6. 
7-9 dicembre 2020 Capitolo 7. 10-12 dicembre 2020 Capitolo 8. 
14-16 dicembre 2020 Capitolo 9. 17-19 dicembre 2020 Capitolo 10. 
21-23 dicembre 2020 Capitolo 11. 24-26 dicembre 2020 Capitolo 12.

POSTO DI SBLOCCO

pillole video del Gruppo di Lavoro Artistico
da un’idea de Gli Omini

sceneggiatura Giulia Zacchini
con Francesco Rotelli, Luca Zacchini e la partecipazione di Paola Tintinelli

regia John Snellinberg
montaggio Patrizio Gioffredi, fotografia Duccio Burberi
operatore di ripresa Silvia Bavetta, mixaggio Alessio Pepi 

Uno scalcagnato baracchino si muove per la città. È un punto d’ascolto, che sembra uscito fuori da un fumetto. Gira sulla sua ruota e poi si ferma ad aspettare che qualcuno si avvicini, si sieda e parli. 
POSTO DI SBLOCCO, c’è scritto sopra. E sotto c’è sempre un omino pronto ad ascoltare.
In questi tempi di distanziamento sociale e teatri chiusi, dove le strade sembrano più vuote, mentre sono piene di gente sempre più sola, dove l’idea di futuro è qualcosa di vago e spaventoso, Gli Omini sentono la necessità di continuare il proprio lavoro sociale e antropologico, e di cercare un contatto con la gente.
Mai come adesso sentiamo vicina un’emergenza psichiatrica. Mai come adesso è importante che il teatro si metta a disposizione della comunità ed esca dalla sua bolla. Mai come adesso le categorie più fragili non trovano un posto dove stare.
Posto di sblocco è un progetto che rispetta il distanziamento sociale, ma non lo asseconda. È troppo facile prendere l’abitudine a stare sempre più lontani, a dimenticarsi che esistono anche gli altri.
Posto di sblocco è un faccia a faccia a debita distanza, per scuotere gli animi, stimolare alla partecipazione e alla condivisione, per scambiarsi storie, raccogliere testimonianze e sentirsi meno soli.
Seguiti dal collettivo John Snellinberg, Gli Omini e Paola Tintinelli si sono fermati nei vari quartieri di Prato, dalla centralissima Piazza Duomo al retro delle stazioni, accogliendo persone dai 3 ai 90 anni. Hanno stimolato la conversazione e offerto ascolto, tentando di allontanare il covid dai discorsi, per ricordarsi dove eravamo rimasti.
Dal materiale raccolto in otto giornate, ricaveranno una serie di episodi che verranno programmati su TV Prato. Le pillole video saranno spaccati di un’umanità variegata, ritratti malinconici e ironici di una città, attraverso i suoi abitanti, frammenti di un tempo presente che ci sta sfuggendo di mano.

SPOT MOMENTO TEATRALE

una serie di video in cui il Gruppo di Lavoro Artistico racconta a “modo suo” gli spettacoli del Momento Teatrale del Teatro Metastasio

le Pillole di presentazione sono a cura del Gruppo di Lavoro Artistico del Teatro Metastasio
con Francesco Pennacchia, Francesco Rotelli e Luca Zacchini
regia Massimiliano Civica
riprese John Snellinberg Film

IL GIORNALINO DI MAIGRET

sceneggiato del Gruppo di Lavoro Artistico

regia Massimiliano Civica

assistente alla regia Clio Scira Saccà

sceneggiatura Armando Pirozzi

con Oscar De Summa, Ilaria Francesca Marchianò, Savino Paparella, Francesco Pennacchia, Arianna Pozzoli, Francesco Rotelli, Paola Tintinelli, Luca Zacchini

con la partecipazione di Roberto Abbiati e Monica Demuru

riprese John Snellinberg Film

montaggio Patrizio Gioffredi

fotografia Duccio Burberi

operatore di ripresa Silvia Bavetta

elettricista Emanuele Tassi

mixaggio Alessio Pepi

coordinamento delle attività video GLA Giacomo Forte

ideazione scene Roberto Abbiati

costumista Daniela Salernitano

segretaria di edizione Pamela Maddaleno

fonica Manuela Patti

aiuto elettricista Alberto Martino

allievo tecnico Mirco Orciatici

sarta Annamaria Clemente

realizzazione scene Laboratorio del Teatro Metastasio

capo macchinista costruttore Tobia Grassi

macchinista costruttore Katiuscia Meli

aiuto tecnico Enrico Capecchi

coordinamento tecnico Marco Serafino Cecchi

assistente all’allestimento Giulia Giardi

cura della produzione Camilla Borraccino

ufficio stampa Cristina Roncucci

foto Margherita Nuti

produzione Teatro Metastasio di Prato

media partner TV Prato

Il Giornalino di Maigret. Sceneggiatino in cinque puntate da circa 20 minuti l’una.

Partendo dall’idea di una parodia dei vecchi sceneggiati italiani anni ’60, si immagina una inchiesta del Maigret di Gino Cervi nel collegio di Gian Burrasca, dove, tra l’altro, i bambini sono costretti a mettere in scena i racconti mensili del libro Cuore.

Il racconto, come in Gian Burrasca e in Cuore, è sostenuto, di scena in scena, da una voce fuori campo che legge un diario, ma stavolta è la voce di Maigret che scrive il suo giornalino.

La storia parte da un prologo in cui vediamo un bambino spaventato da un’ombra che vede aggirarsi di notte nel cortile del collegio, vicino al dormitorio. Pensando che sia la direttrice, che apertamente li odia, corre a parlare con la polizia, e qui trova Maigret, che lo tratta come se fosse un coetaneo (dà il lei a tutti, anche a sua moglie, che chiama Signora Maigret, come fa Cervi nello sceneggiato). Il bambino è Gian Burrasca, e il collegio è il famigerato Pierpaolo Pierpaoli della storia di Gian Burrasca (è in Toscana). Maigret decide allora di andare in incognito a vedere cosa c’è di vero. Da qui cominciano le puntate.

Ogni breve puntata dovrebbe avere questa struttura: Maigret va ad iscriversi al collegio dai direttori Gertrude e Stanislao (che nello sceneggiato erano Bice Valori e Sergio Tofano), due personaggi totalmente folli. Entra così (travestito da bambino; e nelle altre puntate da cuoco, da bidello, da autista, alla fine da detective) in contatto con i ragazzini, i quali sono sempre intenti a macchinare piani per far esplodere e distruggere l’istituto. I ragazzi (tutti in divisa, e tra cui ci sono Franti, Garrone e Bottini del Cuore, oltre a Gian Burrasca e Barozzo del Giornalino) hanno creato una società segreta che si riunisce nel gabinetto di chimica dove fumano e cercano di sintetizzare improbabili droghe allucinogene a forma di caramelle. Qui Gian Burrasca, sempre ossessionato dal cibo, scopre, attraverso porte, finestre, buchi nel muro, che i direttori vogliono mettere qualcosa di strano nella minestra, scoperta che porterà alla rivolta dell’ora di pranzo. I ragazzi intanto sospettano che Maigret sia un “infiltrato” al soldo dei direttori per spiarli, e decidono di smascherarlo. In classe c’è naturalmente lezione di teatro, dove la Maestrina dalla penna rossa di deamicisiana memoria (e quindi totalmente fuori luogo) dirige i ragazzi per la recita del racconto mensile di Cuore (Tamburino Sardo, Sangue Romagnolo, ecc.), ma i ragazzi non riescono a capire il patetico eccessivo dei racconti e ne fanno parodie surreali, di cui ridono fino alle lacrime, e subiscono punizioni folli dalla severissima Maestrina. A tavola c’è quindi la rivolta degli studenti contro la direttrice, capeggiata da Gian Burrasca (la pappa col pomodoro). Poi Maigret viene smascherato con uno stratagemma (una domanda scema, un test) e viene così espulso dal collegio. Torna a casa, e la moglie lo sfotte, mentre redige il suo giornalino. Ma l’ombra intanto ritorna nel cortile del collegio. Qui finisce ogni puntata.

La struttura permette così di avere delle puntate concluse in sé, con poche scene, e con appuntamenti fissi ma di volta in volta diversi, come la recita, il pranzo e lo smascheramento di Maigret, ma anche il filo narrativo dell’inchiesta che le lega tutte. Ovviamente l’ultima puntata scioglie l’enigma. L’ombra che si aggira potrebbe essere quella della vecchia scrittrice americana (Fuller Victor) che scrisse il romanzo che ispirò l’autore di Gian Burrasca, decisa a ottenere i sacrosanti diritti d’autore e accusare tutti di plagio. Magari potrebbe alla fine essere proprio Rita Pavone.

I personaggi, dal trucco caricaturale e abiti fumettistici, sono: Maigret, Gian Burrasca, la Direttrice Gertrude, il Direttore Stanislao, la Moglie di Maigret, L’amico di Gian Burrasca (Barozzo, ma può anche essere Tom Sawyer, per esempio, che viene dall’America, il capo della società segreta), la Maestrina dalla penna rossa che ovviamente è il sogno erotico dei bambini, Franti il cattivo-sadico che inventa le droghe, Garrone il gigante buono che vuole difendere Maigret ma quando scopre la verità lo pesta, e Bottini Enrico, cioè il protagonista di Cuore, che per noi può essere il figlio di un politico di destra, a sua volta, come il padre, ossessionato dalla Patria e dalla razza, ma con un atteggiamento da bambino buono e pio.